mercoledì 27 agosto 2014

Peter Cameron alla Lovat di Trieste


Lo scrittore Peter Cameron, ieri sera è stato ospite alla Lovat di Trieste, affollatissima, per la presentazione del suo ultimo libro, “Andorra” (Adelphi).
"Lasciatosi alle spalle San Francisco insieme a quel che gli era necessario lasciare (“cioè tutto”), Alex Fox approda a La Plata, la soleggiata capitale del minuscolo stato di Andorra, dove spera di poter cominciare una nuova vita. E la scelta sembra quanto mai azzeccata. Man mano che approfondisce le sue nuove conoscenze, sempre più coinvolto nella vita sotterranea di Andorra, Alex si renderà conto di non essere il solo a fuggire dal proprio passato, fino a scoprire “le stanze grigie e senza finestre dietro al favoloso scenario”. E quando due cadaveri emergeranno dalle acque del porto di La Plata con chiari segni di morte violenta, lui sarà fra i principali indiziati: la tragedia non può essere trascesa, né cancellata o dimenticata. 

Cameron, 54 anni, è tra i più raffinati scrittori americani contemporanei. Scrive avventure sentimentali e intellettuali, storie di amore e di crucci letterari. Di lui molti ammiratori ricordano, nel 2002, il fortunato romanzo di esordio, “Quella sera dorata”, la storia di un falso letterario e di un triangolo amoroso ambientata in Uruguay da cui nel 2007 è stato tratto il film con Anthony Hopkins “The city of your final destination”." Fonte Il Piccolo

Ma il mio romanzo preferito è "Un giorno questo dolore ti sarà utile", ritratto umoristico e appassionato della New York di oggi, raccontato attraverso gli occhi di James, il giovane protagonista e della sua stravagante famiglia. 

La madre Marjorie ha una galleria d’arte dove espone bidoni della spazzatura. Colleziona mariti: ha appena abbandonato il terzo, un giocatore compulsivo, durante la luna di miele a Las Vegas.
Il padre Paul esce solo con donne che potrebbero essergli figlie.
Al contrario, la sorella Gillian ha una relazione con il suo professore di semiotica e non riesce a innamorarsi di uomini che non abbiano almeno il doppio della sua età. 
Solo la nonna anticonformista, riesce a comprendere lo spaesamento di un diciassettenne inquieto alla ricerca dell’ identità, sullo sfondo di una New York ricca di personaggi sconcertanti. La difficoltà di James nel cercare di uniformarsi alla "normalità", lo porta a commettere gravi errori: entrare in una chat per cuori solitari e proporre un appuntamento al buio al direttore della galleria in cui lavora, o ritrovarsi incastrato in una tragicomica gita scolastica per cervelli superdotati.
Anti-eroe irriverente e politicamente scorretto, James viene mandato in terapia da una life coach che pratica metodi decisamente non convenzionali. Dopo un’iniziale diffidenza, finalmente James comincia a rovistare nel suo io per allontanare il pericolo di sprecare inutilmente la propria intelligenza. E finisce per porsi una domanda alla quale urge dare una risposta: “Se io sono un disadattato, allora gli altri cosa sono?”

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